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Braille istruzione e motivazione all’igiene orale

Braille istruzione e motivazione all’igiene orale
18 Febbraio 2018 Stefano Vitali

Mediante Braille istruzione e motivazione all’igiene orale di pazienti non e ipovedenti

I pazienti non vedenti o ipovedenti non hanno mai avuto a disposizione, fino ad oggi, sussidi per comprendere a fondo le tecniche di igiene orale, il suo miglioramento e la promozione dell’autonomia personale. Per fare questo, alla “classica” motivazione eseguita dall’igienista dentale, è stato affiancato un testo in alfabeto Braille, aggiungendo istruzioni scritte spiegando l’importanza di una corretta igiene orale e aiutando ad affinare la miglior manualità possibile.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità sottolinea da anni con insistenza che l’ipovisione-cecità costituisce, allo stato attuale, un problema prioritario per i Servizi Sanitari di tutti i Paesi, siano essi in via di sviluppo o industrializzati. Le stime riportate dall’Oms dicono che i ciechi nel mondo erano, nel 1972, poco di più di 10 milioni; nel 1990 erano 38 mentre ora si stima (Who 2010) che siano 39 e gli ipovedenti 246 milioni (complessivamente ci sono 285 milioni di disabili visivi nel mondo).

In Italia la situazione non è meno preoccupante. Secondo stime Istat nel 2005 vi erano 362 mila persone prive della vista, inoltre, si calcola che gli ipovedenti siano circa un milione e mezzo. Principali cause di cecità nella popolazione senile sono rappresentate dalle malattie degenerative della retina (in primis dalla degenerazione maculare legata all’età), dal glaucoma, dal diabete e dalla patologia vascolare in genere.

La degenerazione maculare legata all’età colpisce un grande numero di soggetti al di sopra dei 60 anni, anche da noi: dati recenti stimano una prevalenza della malattia, in forma più o meno grave, di circa 1 milione di individui. Altra causa frequente di perdita del visus in questa fascia d’età è rappresentata dai traumi (incidenti sul lavoro, incidenti automobilistici, traumi sportivi), mentre nella primissima infanzia i principali rischi di cecità possono derivare da danni retinici da anossia durante il parto oppure, nei neonati prematuri, da prolungato soggiorno in incubatrici a elevata concentrazione di ossigeno.

Per aumentare il grado di compliance all’igiene orale nei pazienti non vedenti e ipovedenti è stato pensato un testo scritto in Braille* sull’igiene orale domiciliare da consegnare come ausilio per le persone non vedenti, con l’aiuto ulteriore di una spiegazione a voce. Sono stati selezionati, da un campione di pazienti afferenti al reparto di Igiene Dentale della Clinica Odontostomatologia dell’Ospedale del Circolo di Varese, 6 soggetti non vedenti o ipovedenti collaboranti, tra i 10 e i 90 anni, 3 a conoscenza dell’alfabeto Braille e 3 non con lo scopo di farli partecipare a uno studio in quattro fasi operative per verificarne il grado di compliance.

Prima seduta ‒ Raccolta dati. Per valutare le conoscenze iniziali in tema di salute orale, accertando le abitudini ed eventuali problematiche riscontrate durante l’igiene orale domiciliare. È stato valutato, inoltre, l’indice di igiene orale iniziale tramite rivelatore di placca e consegnato un questionario con domande semplici per avere un’idea delle abitudini e problematiche eventuali.

Seconda seduta ‒ Educazione. Dopo aver eseguito un’igiene orale professionale, consisteva, in una motivazione e istruzione domiciliare con spiegazione a voce di metodi per la cura del cavo orale, integrando la pratica con l’aiuto di un operatore ai pazienti non a conoscenza dell’alfabeto Braille mentre a coloro che ne erano a conoscenza veniva consegnato il testo scritto.

Terza seduta ‒ Rivalutazione. Per determinare l’apprendimento delle nozioni spiegate nella seconda fase, mediante l’esecuzione di un nuovo indice di igiene orale confrontato con quello iniziale. Nella quarta seduta (denominata “Verifica”) sono stati confrontati i miglioramenti percentuali degli indici di placca utilizzando la media aritmetica delle differenze tra indice iniziale e finale.

Si è così stabilito se motivare, nei pazienti non vedenti mediante l’ausilio di un testo in Braille dia miglioramenti nella compliance del paziente. È stato, infine, consegnato un questionario di gradimento, con domande inerenti alle varie sedute per capire se fossero servite e come si fossero trovati con il testo.

Nella sua parte iniziale spiega l’importanza di una corretta igiene orale domiciliare con le principali conseguenze in caso non ci si comporti in modo corretto. Vi sono poi elencate le tecniche per l’utilizzo dello spazzolino manuale, elettrico, del filo interdentale e dello scovolino e i dentifrici da utilizzare in caso non ci siano problematiche particolari.

Successivamente è stato richiesto di mostrare quanto appreso, in modo tale da poter correggere tutti gli eventuali errori. Grazie a questa verifica i pazienti sono stati in grado di seguire un comportamento corretto basandosi su quanto avevano letto.

Ad ogni seduta si è rivalutata la salute orale del paziente mediante indice di igiene orale, il colore delle gengive, la consistenza, il grado di infiammazione, la presenza di depositi molli e duri, di recessioni, abrasioni, ipersensibilità, intasamento alimentare e malocclusione. Si è calcolato poi il PSR dal sondaggio pardontale e compilato il charting.

Il paziente è sempre stato seguito dallo stesso operatore, per evitare il rischio di discontinuità e di frammentazione dell’intervento, creando così un rapporto empatico di maggior fiducia paziente/operatore.

Risultati
Dalla ricerca svolta tutti gli aderenti allo studio hanno avuto un miglioramento dal punto di vista dell’apprendimento e nell’igiene orale domiciliare. Il campione dei 6 pazienti è stato sottoposto ad una valutazione del colore della gengiva, margine gengivale, aspetto delle papille e presenza e tipologia di infiammazione e i risultati riassunti in vari grafici da cui risultava che la maggior parte, il 67% presentava gengivite (infiammazione acuta) in atto, delle quali: 75% in forma leggera, 25% moderata e nessuno in forma severa.

Nel restante 33% del campione è stata rilevata una parodontite (infiammazione cronica), 50% nella forma moderata, 50% severa e nessuno nella forma leggera. Il margine gengivale nel 57% dei pazienti aveva un aspetto festonato, nel 29% dei casi presentava delle recessioni e nel 14% vi era un margine ipertrofico. Tutti i casi trattati sono stati valutati come PSR 2 tranne un paziente (PSR 4) trattato come mantenimento avendo subito, da circa sei mesi, un trattamento parodontale chirurgico comprendente levigature a “cielo aperto”.

Conclusioni
Dalla ricerca effettuata si evidenzia la necessità di una motivazione accurata e personalizzata per i pazienti non vedenti o ipovedenti. Emerge che il ruolo dell’igienista dentale è alla base del miglioramento del paziente, ma che se accompagnato da ulteriori ausili, come il testo in Braille, permette di raggiungere miglioramenti più evidenti. Così seguito il paziente, affina le sue capacità cognitive e motorie e migliora la propria igiene orale domiciliare.

I miglioramenti sono stati ottenuti sia nell’indice di igiene che nelle conoscenze teoriche. Per raggiungere la soglia della significatività statistica è da prendere in considerazione tuttavia su un campione più ampio. Dato l’interesse suscitato sia da parte degli operatori che dei pazienti, si sta lavorando allo sviluppo di un’App per smartphone e tablet che possa essere d’ausilio per aumentare il livello di autonomia durante le manovre di igiene orale domiciliare.

By Lebosi, Comi, Jeropoli, Rossini, Levrini

 

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