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Dall’analogico al digitale

Dall’analogico al digitale
2 Maggio 2018 Stefano Vitali

Giuseppe Luongo (DDS): «Dall’analogico al digitale senza la formazione: un percorso ad ostacoli»

In vista del Congresso DDS (Digital Dental Society) in programma alla Sapienza di Roma il 4 e 5 maggio, Dental Tribune ha posto, tramite il suo collaboratore, alcune domande a Giuseppe Luongo, past President DDS. Abbiamo incontrato il dr. Giuseppe Luongo, Past .President della Digital Dentistry Society, per porgli alcuni quesiti su un argomento attualissimo.

 

Alcuni personaggi del mondo dell’Odontoiatria ancora affermano che se ne può fare anche a meno del digitale, lei cosa ne pensa?
Ritengo che l’evoluzione della professione odontoiatrica verso soluzioni integralmente digitali sia un trend inarrestabile. Non penso che che il dentista moderno possa farne a meno anche solo nella fase di acquisizione delle informazioni e nella formulazione del piano di trattamento.

Quali sono le difficoltà nel passaggio al digitale e come affrontarle praticamente, cioè da domani?
La trasformazione digitale sicuramente prevede una curva di apprendimento e l’odontoiatra deve avvicinarsi progressivamente a queste tecnologie attraverso la formazione. Con questa convinzione abbiamo ritenuto opportuno fondare nel 2014 una società scientifica dedicata, la Digital Dentistry Society che ha come principale mission la divulgazione di queste tecnologie. È indispensabile un percorso formativo corretto che provenga dalle Università e da Società scientifiche quali appunto la DDS perché si possa aver chiari quali siano i benefici ed i limiti di queste tecnologie.

È giusto che i giovani odontoiatri inizino subito con il digitale o meglio prima l’analogico?
Il digitale non sostituisce il normale bagaglio di conoscenze indispensabili per esercitare correttamente la professione. È uno strumento in più che permette una diagnosi, una progettazione e una operatività più accurata e rapida rispetto al passato senza per questo consentire di poter prescindere dalle conoscenze ordinarie dell’anatomia e della fisiopatologia

Secondo lei c’è una spinta in questa direzione da parte delle industrie?
Sicuramente, il trend di vendita dei prossimi anni sarà questo. Il problema è quello di orientarsi in questo enorme mondo di offerte e capire come investire le risorse perché la tecnologia cambia velocemente.

Quali sono ancora i limiti e i rischi del digitale?
Il principale limite attuale del digitale è la difficoltà di mettere in relazione rapida e unica tutte le apparecchiature digitali in maniera semplice ed alla portata della pratica clinica quotidiana. L’unico rischio è quello di ritenere che le tecnologie digitali possano sopperire alla mancanza di conoscenze.

Non pensa che i costi del digitale siano ancora elevati?
È vero ma sono in progressiva discesa. Per esempio è appena stato introdotto sul mercato uno scanner facciale che costa circa un terzo di un anno fa. Nel fare l’investimento è estremamente importante tenere conto della necessità di aggiornamento continuo di queste tecnologie.

Cosa ci si può aspettare da un Digital Meeting? Cosa si impara in un giorno?
In un giorno non si impara molto ma si può avere un idea di quello che prevede l’intero processo digitale dall’acquisizione dei dati alla realizzazione del manufatto protesico. La nostra società prevede un format specifico diviso in quattro fasi di apprendimento. In un giorno si possono acquisire informazioni importanti per iniziare, poi serve una formazione che consente di navigare in maniera approfondita in questo ambito.

Come dovrebbe essere impostato il prossimo evento digitale per far dire al dentista: “finalmente ho idee chiare”
Questa è la nostra mission: chiarire cos’è, e a cosa serve. Guidare la difficile scelta di un dispositivo da integrare nel lavoro senza il rischio dell’inutilizzo. Stiamo lavorando con università ed aziende per creare un format didattico specifico per dare al partecipante chiare informazioni teoriche ed una indispensabile pratica clinica. L’obiettivo del prossimo futuro è la creazione del cosiddetto “paziente virtuale” cioè la possibilità di gestire in un unico software tutte le informazioni digitali di diversa provenienza.

Non pensa che la chirurgia guidata può avere dei margini di errore?
Certo, è ampiamente dimostrato dalla letteratura scientifica che il passaggio dal reale al digitale può accumulare degli errori anche in mani esperte. Tuttavia, usata correttamente con le giuste indicazioni è uno strumento straordinario per eseguire piani di trattamento corretti e ridurre l’invasività degli interventi implantari. Tutto questo e molto altro nel prossimo evento SIRIO e DDS  che si terrà a Roma il 4 e 5 maggio all’Istituto di Discipline Odontostomatologiche dell’università “Sapienza”.

 By Paolo Visalli

 

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