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Gite per cure dentarie in
Croazia: l'Andi (associazione nazionale dentisti italiani) di Venezia
dichiara guerra allo Spi Cgil, il sindacato dei pensionati italiani che
ha sottoscritto una convenzione con uno studio dentistico di Fiume.
"La Cgil - scrive il presidente provinciale dell'Andi Luca Dal Carlo -
anzichè impegnarsi affinchè le cure odontoiatriche siano fornite ai meno
abbienti dal Servizio sanitario si propone come organizzatrice di viaggi
della speranza che danneggiano i lavoratori italiani".
L'associazione ricorda esperienze negative del passato come le "mitiche
protesi olandesi: come mai dove aver distrutto le bocche di un'infinità
di italiani non se ne sente più parlare?".
Inoltre, afferma Dal Carlo, "quanti pazienti abbiamo visto subire gravi
danni in strutture estere, Croazia compresa, che non hanno potuto avere
alcun risarcimento per i danni subiti?". A fronte di questo, scrive l'Andi,
"la qualità di cure, sicurezza, personale e attrezzature e aggiornamento
degli studi dentistici italiani è ai vertici mondiali. Secondo un
recente sondaggio del Censis il dentista italiano è definito dai
pazienti serio (97,4 per cento) e onesto (85,2 per cento). Attraverso un
servizio di guardia il sabato e la domenica si garantiscono da 12 anni
le cure d'urgenza ai pazienti".
C'è, però, la questione dei costi. Questione alla base della convenzione
tra Spi Cgil e lo studio croato. "Andando a chiedere preventivi la cifra
è su per giù la stessa" dichiara Dal Carlo. E questo non vuol dire
niente: mai sentito parlare di cartelli anticoncorrenziali? La vera
ragione dei costi più elevati, però, sarebbe un'altra. Le maggiori tasse
e costo del lavoro in Italia; i costi insopprimibili per la difesa del
paziente da infezioni molto gravi come epatiti e Aids.
Giovanni Speranza, segretario regionale dello Spi Cgil e firmatario
della convenzione contestata, respinge le critiche al mittente. La
convenzione è stata "copiata" dai colleghi del Friuli Venezia Giulia,
dove funziona bene da cinque anni. "Su cento pazienti - ricorda Speranza
- soltanto uno si è dichiarato momentaneamente insoddisfatto e dovrà
tornare in Croazia per risolvere il suo problema". La convenzione,
comunque, offre una garanzia biennale. E se lo Spi ha sottoscritto la
convenzione con uno studio croato è anche perchè "un dentista del Veneto
orientale che si era mostrato disponibile a praticare degli sconti è
stato richiamato dall'Ordine". Perchè esiste un tariffario minimo
inderogabile.
Il can can mediatico sta portando acqua al mulino dello Spi. "Dopo il
mio intervento a Caterpillar su Radiodue - afferma Speranza - mi hanno
chiamato da Firenze, Arezzo, Padova, Bologna, Vittorio Veneto. Senza che
dessi alcun numero in diretta".
Speranza ricorda comunque anche un'altra convenzione sottoscritta con i
dentisti del Coi (Cenacolo odontostomatologico italiano), gli
"avversari" dell'Andi. Si tratta di una convenzione che garantisce
visite di prevenzione gratuite per i tumori della bocca, patologia di
cui il Veneto - complici scarsa igiene orale, fumo e alcol - ha il
triste primato italiano.
Infine Cosimo Tomaselli, presidente della Commissione odontoiatrica
dell'Ordine dei medici, sollecita la Cgil a usare la propria forza
contrattuale nei confronti del Governo impegnandosi su un altro fronte:
garantire la piena detraibilità delle spese dentistiche effettuate.
"Siamo d'accordo - conclude Speranza - quanto meno per un aumento della
detraibilità. Ci lavoreremo". Sarebbe un modo come un altro per
incentivare i pazienti a restare in Italia e pretendere, perchè
fiscalmente gli converrebbe, la fattura.
by L'espresso
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