| L'Istat
registra nel biennio 2004-2005 una spesa di 1.330 miliardi di euro con
un'incidenza del fatturato odontoiatrico tra lo 0,7 e lo 0,9% del Pil
del periodo. Un'elaborazione Andi, Associazione Dentisti Italiani (la
più rappresentativa della categoria con oltre 20mila iscritti), ha
stimato che nel 2001 nelle famiglie italiane la spesa del dentista ha
inciso complessivamente per quasi 9,6 miliardi, in media per 1247 euro a
famiglia. In un'Italia come sempre 'ad Arlecchino', che oscilla dai 2812
euro in Friuli Venezia Giulia ai 542 in Calabria. Difatti, però, non c'è
in Italia uno studio sul valore complessivo del settore odontoiatrico.
"La spesa per i denti si attesta oggi sui 5 miliardi di euro. Nel suo
insieme il dentale muove 10 miliardi in modo diretto, circa 30 come
valore aggiunto per il sistema Italia", sostiene Roberto Callioni,
presidente Andi.
Dietro il sorriso c'è un vero e proprio microcosmo economico che
comprende dentisti, igienisti dentali, odontotecnici, assistenti alla
poltrona, produzione di beni strumentali, distribuzione.
"Nel privato o nel pubblico fare odontoiatria di qualità costa e i costi
nel privato si riverberano sul paziente, nel pubblico sulla
collettività. Bisogna puntare sulla prevenzione per contrastare questa
realtà", spiega Callioni. "I dentisti sono troppi, con forti squilibri
tra regioni e regioni e lavorano quattro giorni la settimana perché
l'offerta supera la domanda", ha notato Aldo Piperno (Università
Federico II, Napoli) nel primo "Workshop di Economia in Odontoiatria".
Calano le carie, aumentano prevenzione, protesi e impianti: i servizi
richiesti si diversificano ma resta un capitolo dolente il rapporto con
gli odontoiatri... "I cittadini si lamentano per la scarsità delle
prestazioni del Servizio Sanitario nazionale, i lunghi tempi di attesa,
presunti errori, mancato rilascio di fatture in cambio di uno sconto,
grandi differenze di costi tra una città e l'altra", denuncia
Cittadinanzattiva. "Siamo a una svolta epocale", annuncia Callioni
ricordando innanzitutto che nella Finanziaria 2007 sono previsti cento
milioni di euro per le strutture odontoiatriche pubbliche sul
territorio.
"Da settembre", continua, "è stato istituito al ministero un tavolo
permanente di confronto con i vari soggetti del settore per ridefinire i
Lea (livelli essenziali di assistenza) anche nelle regioni in cui non
sono partiti, per iniziative contro l'abusivismo, per campagne che
facciano capire ai cittadini che fare prevenzione odontoiatrica
significa risparmiare poi le spese del dentista". Concluso un accordo
con la Regione Toscana che, al di là della fascia sociale, darà un
contributo di 20 euro per il "sigillante" (vernice protettiva) di ognuno
dei 4 denti permanenti che nei bambini vanno protetti contro la carie.
Si stanno decidendo due iniziative sperimentali per potenziare l'offerta
delle strutture pubbliche e favorire il lavoro di quanti nel settore
sono in crisi, a cominciare dai neo laureati. In alcune regioni si
avvierebbe un convenzionamento indiretto con dentisti disponibili a
lavorare su un tariffario calmierato. Il paziente paga, poi riceve il
contributo statale. Si incentiverebbe anche la presenza in strutture
pubbliche di dentisti "volontari" disposti a percepire un compenso
"basso". "Opportunità da non sottovalutare", commenta Callioni. Quanti
però si fideranno delle nuove leve? Diminuiranno i tempi d'attesa? Per
esempio, all'Ospedale Odontoiatrico Eastman di Roma (06844831) sono
andati in pensione quattro dentisti.. "Per urgenze e malformazioni la
lista d'attesa è zero. Per riparazione di ciò che non si è fatto da
bambini, ricostruzioni, situazioni di adulti non legate a problemi
patologici o funzionali importanti ma a fatti essenzialmente estetici,
l'attesa è sotto l'anno", precisa Giuseppe Cassaro, Responsabile
Ortodonzia. E commenta: "Ma se hanno aspettato tanti anni per decidersi,
cosa cambia qualche mese in più?".
Tra le prime regioni a definire l'attuazione dei Lea nel 2004, c'è
l'Emilia Romagna. Un fondo di 10 milioni di euro per il 2005-06, altri
10 nei 5 anni successivi per attrezzature e tecnologie più avanzate,
potenziamento degli organici, formazione, convenzionamento di ambulatori
odontoiatrici privati. Cure dentistiche e protesi gratis ai residenti
con redditi familiari fino ai 7.500 euro annui, a chi ha patologie con
conseguenze di natura odontoiatrica (come diabete giovanile,
sieropositivi, tossicodipendenti, handicappati psicofisici). Ticket se
il reddito familiare va da 7.500 a 15.000 euro. Se non c'è urgenza,
attesa di 30 giorni per le visite, 60 per le cure, 150 per la protesica.
Per i bimbi prevenzione gratis. Apparecchio ortodontico a prezzi
calmierati e pagamento a rate. (tel. 051.6397161-2). Riservato solo ai
residenti nella regione l'intervento del SSN anche in Lombardia da
settembre scorso. Particolare attenzione alla prevenzione nei bambini,
ai pazienti con emergenze dolorose, in condizioni di particolare
vulnerabilità fisica e\o sociale. Si sono opposti i sindacati
confederali e di categoria lamentando "un'ottica molto restrittiva che
esclude fasce di popolazione (circa 300mila persone) finora assistite
con oneri a carico del Fondo sanitario regionale". Contestato anche il
pagamento anticipato del ticket al momento della prenotazione da fare di
persona presso la struttura e non più con prenotazione telefonica. In
Puglia, la cura di denti e bocca è coperta al 95% dal privato, dice l'AIO,
Associazione Italiana Odontoiatri. L'Agenzia regionale ha avviato
"Sorridi alla vita", prevenzione orale 10mila bambini in 85 scuole
elementari: incontri e visite di controllo fino a maggio.
www.regione.puglia.it
by Repubblica Salute
|