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In America c'è lo snap-on smile, sorriso istantaneo su misura, una specie di sagoma in resina che s'indossa sui denti, disponibile in cinque formati e cinque tonalità pur se il favorito è il bianco Hollywood.

"Si può riprodurre il sorriso di Julia Roberts come di Nicole Kidman, Gwyneth Paltrow, George Clooney, Mel Gibson, i cinque sorrisi preferiti dalla gente", spiega a France Press, Jeff Golub-Evans il cosmetic dentista di Manhattan. Interventi di design nella bocca da copertina promessa dalla London Smile Clinic ma procedure meno soft.
Si affina anche da noi la strategia del sorriso per essere belli anche se senior. Sempre più numerosi adulti si sottopongono a lunghe e costose cure ortodontiche per risistemare denti accavallati, sporgenti, retrusi, ridefinire margini gengivali e quant'altro.

I brackets (piccoli attacchi metallici incollati sui denti e collegati fra loro con archetti in filo metallico) della tecnica tradizionale oggi possono essere "autoleganti", in ceramica bianca, in resina trasparente, laminati d'oro. Gli apparecchi "invisibili", arrivati un paio di anni fa dagli Usa stanno conquistando fasce sempre più ampie di pazienti nonostante costino circa il doppio delle vecchie "macchinette".

Le sottili mascherine di resina trasparente, messe a punto con un programma tridimensionale per la diagnosi e la pianificazione, non si vedono quasi ma esercitano una lieve pressione nella direzione desiderata spostando gradualmente i denti. Si sostituiscono ogni 15 giorni e la vita sociale prosegue senza impacci fino al risultato simulato via Internet, dopo la scansione laser delle impronte dei denti del paziente, già alla prima seduta.
Per risistemare il suo sorriso senza farsi notare Tom Cruise si è sottoposto alla "tecnica linguale", poco diffusa perché più impegnativa per il paziente e per il dentista: gli attacchi si posizionano sulla faccia nascosta dei denti, rivolta alla lingua. Non adatta a tutti i casi può dare irritazioni alla lingua, problemi di pronuncia e di pulizia.

"Negli ultimi tempi la tecnica si è evoluta e ora i brackets linguali sembrano più comodi e funzionali per il paziente, più semplici da preparare ma ci vuole sempre grande competenza dello specialista", precisa Luca Pizzoni, responsabile ortodonzia e pedodonzia, Istituto Galeazzi, Università di Milano, "in realtà la maggior parte delle patologie che richiedono un trattamento funzionale si fa già nei bambini, quando ci sono denti che non si formano, denti in eccesso, situazioni che pregiudicano funzione ed estetica".

Negli adulti c'è più il bisogno di social teeth, "denti per apparire". Costi a parte (in media la tecnica tradizionale sui 2 mila euro l'anno, la linguale e l'Invisalign si aggirano sui 4mila annui, ma per ognuna delle tre tecniche ci sono anche richieste molto più alte) spesso il problema è quello di capire quale soluzione è davvero la più adatta al proprio caso. E se ne vale la pena. "È la diagnosi ortodontica che suggerisce il metodo, poi c'è la fiducia nel dentista, l'avere di fronte uno specialista aggiornato, con un buon bagaglio di esperienza e tecnologia. Conta anche l'entità della parcella: se troppo bassa non è garanzia di un buon risultato", commenta Massimo Guidarelli, specialista in riabilitazioni odontoprotesiche a Roma.

"Scegliere in Internet è pericoloso", avverte Giovanna Perrotti, ortodonzia prechirurgica al Galeazzi di Milano. "va valutata la serietà con cui lo specialista si approccia al caso". Per Invisalign il dentista deve avere apposita formazione e certificazione dell'azienda americana. "È possibile in pazienti dopo i 18 anni, per piccoli spostamenti, chiusure di spazi, riallineamenti dentali. Magari in sinergia con la tecnica tradizionale", precisa Perrotti. Paziente tipo: donna, dai 35 anni, manager, libero professionista, single, separata.








by Repubblica Salute







 

 
 
 

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