| La chirurgia
maxillo facciale, ecco il nuovo volto
La chirurgia maxillo facciale è una disciplina relativamente giovane
essendo nata in Europa e in particolare in Germania all'incirca negli
anni venti come chirurgia "di guerra". In Italia il primo centro è stato
l'istituto Berretta di Bologna, nato come istituto per la cura e il
trattamento dei mutilati del viso e delle malattie del cavo orale.
Il campo d'azione della chirurgia maxillo-facciale s iè poi esteso
particolarmente negli anni 50 e 60 ed è diventato estremamente vario:
traumatologia, chirurgia oncologica, chirurgia delle malformazioni
congenite, trattamento delle malattie rare, chirurgia craniofacciale.
A queste si aggiungono altre patologie di confine, quale la chirurgia
dell'orbita, il trattamento dell'oftalmopatia basedowiana, legata a
malattie della tiroide, la chirurgia ricostruttiva con tecniche
d'avanguardia come la microchirurgia.
La peculiarità nei vari centri variano in rapporto all'impostazione e
agli interessi nel settore, tenendo presente che in questo tipo di
chirurgia è sempre coinvolto il primo mezzo della comunicazione: il
volto. In Italia i centri e le cattedre di chirurgia maxillo facciale si
sono diffusi nell'ultimo decennio. Essendo una super specialità,
inoltre, non c'è necessità di molti centri come potrebbe essere per
altre patologie quali la chirurgia generale, la medicina interna o
altre. La chirurgia dell'orbita negli ultimo 6-7 anni si è sviluppata in
pochi selezionati centri. Nell'ottobre 2001, Ferrara ha ospitato il
congresso internazionale di chirurgia orbitarla correlata a varie
patologie con incontri e forum di varia composizione e specialità.
Questo meeting ha rappresentato la continuità con il precedente, tenuto
nel 1998ce del primo, tenuto a Vicenza nel 1994. Il prossimo tornerà di
nuovo a Ferrara nel 2008, con l'obiettivo di definire lo stato dell'arte
e le linee guida per il futuro.
Il team e la multi-interdisciplinarietà
La chirurgia maxillo facciale in quanto superspecialità, necessita come
poche altri di un lavoro in team. Il team varia in rapporto alla
patologia. Nella chirurgia tumorale sono necessari oltre al chirurgo, il
radioterapista e l'oncologo; nella chirurgia della malformazioni
congenite il genetista, il neonatologo, l'anestesista pediatrico, il
neurochirurgo; nella traumatologia il neuroradiologo, la terapia
d'urgenza, il neurochirurgo se il trauma è craniofacciale
. Altri specialisti si affiancano se necessario. In particolari settori,
per rendere più facile il percorso del malato, sono necessario Onlus di
supporto. Come l'Aibat, con sede a Parma, che sostiene i pazienti
affetti da oftalmopatia basedowiana, o l'Asm, con sede a Milano, per il
supporto dei pazienti affetti da malformazioni congenite.
Lo stato dell'arte
Il trapianto del volto non è più futuro, ma presente. A novembre 2005 un
gruppo di specialisti di Amiens e Lione ha eseguito in team il primo
trapianto parziale di volto. Si è trattato di trapiantare parte del
volto, naso e regione della bocca, con particolari tecniche di
microchirurgia, a un paziente mancante di questi settori anatomici. A
oltre un anno di distanza l'intervento è riuscito e la paziente è
tornata a una vita socio-familiare normale. Di certo il trapianto di
volto anche se parziale coinvolge molti fattori prima e dopo
l'operazione: di tipo psicologico-emotivo, etico, immunoterapico, i
pazienti con trapianto devono eseguire terapia intensa immunosoppressiva,
e anche mediatico per l'inevitabile impatto sociale per il paziente dopo
l'intervento-evento.
Lo stato attuale è anche caratterizzato dalla stabilizzazione della
"distrazione osteogenetica" cioè l'allungamento degli arti, la tecnica è
stata applicata anche alle ossa del volto. Questo comporta l'esecuzione
di interventi meno indaginosi e complessi soprattutto se eseguiti in età
pediatrica, con riduzione della necessità di trasfusioni. Tutti i
protocolli della distrazione osteogenetica fanno capo a
un'organizzazione europea, Eurocran, alla quale fanno riferimento pochi
centri accreditati.
Ancora, è ormai acquisito il miglioramento diagnostico e terapeutico per
le malattie rare od orfane inserito nel programma europeo Orphanet.
In Italia la chirurgia maxillo-facciale è rappresentata dalla Simcf,
composta da un presidente, un comitato (rinnovati cambiati ogni 2 anni)
e circa 450 soci. In Europa fa capo alla European Association for Cranio
Maxillo Facial Surgery, fondata a Zurigo nel 1970 da Hugo Obwegeser.
L'associazione raggruppa circa 1800 membri di varie nazionalità, oltre a
esperti della materia. Il presidente cambia ogni 2 anni. Il prossimo
congresso sarà a Bologna nel settembre 2008 e ritorna in Italia a
distanza di trent'anni dopo quello organizzato nel 1978 a Venezia. Tra
gli obiettivi ela mission della società c'è anche quello di promuovere
la disciplina con corsi denominati "roling programme" da tenere nei
Paesi dell'Est europeo. Altro obiettivo è l'istituzione di
organizzazioni con il compito di trasferirsi temporaneamente e
saltuariamente in Paesi in via di sviluppo, dove c'è la necessità di
specialisti disposti a trattenersi epr cicli mensili o bimensili a
rotazione. In queste sedi sono tratte le malformazioni congenite del
volto o gli esiti di traumi bellici.
Prospettive e futuro
Il futuro è rappresentato dal miglioramento della tecnologia e
strumentazione per lo studio e la diagnosi della patologia maxillo
facciale, dalla stabilizzazione delle tecniche ricostruttive
microchirurgiche connesse anche al trapianto di volto, dall'ingegneria
tissutale con coltura in vitro di vari tessuti, dall'utilizzazione delle
cellule staminali in chirurgia ricostruttiva, con possibile
differenziazione delle stem cells in vari tessuti del corpo, ora in fase
di sperimentazione. Questo porterebbe a una netta riduzione di trapianti
di tessuti da un segmento all'altro del corpo per la ricostruzione di
strutture mancanti per motivi diversi: traumi, malattie neoplasiche,
particolari malformazioni. Le stem cells sarebbero in grado di
differenziarsi in tessuti di diverso tipo e quindi in organi.
Per quanto riguarda la chirurgia delle malformazioni congenite, la
diagnosi prenatale porterà a una notevole riduzione delle malformazioni.
Inoltre l'interazione tra varie accociazioni europee, statunitensi e di
altri paesi porterà a un'ottimizzazione delle metodologie con uniformità
dei protocolli medico-chirurgici con indenni effetti positivi nei
confronti dell'ammalato, che sempre rimane il centro della nostra
attenzione in qualsiasi disciplina medico-chirurgica.
Il sole 24 ore
Luigi Clauser
by Luigi Clauser
|