| Mal di
schiena, cefalea, difficoltà di respirazione, otiti, problemi
intestinali: disturbi molto comuni la cui causa, in mancanza di
specifica patologia, spesso si fatica a individuare. Un aiuto per la
diagnosi può giungere dall'odontoiatria, poiché in taluni casi
all'origine dei disturbi vi è la posizione alterata della lingua, che
provoca la scorretta deglutizione e il malfunzionamento dei muscoli
oro-facciali.
Anche dietro un gesto così naturale e meccanico, il deglutire, può
nascondersi infatti l'origine di un malessere fisico, più o meno grave.
La lingua riveste una importanza fondamentale nell'equilibrio dei vari
sistemi con cui interagisce, essendo in grado di attivare alcuni
recettori responsabili di molte parti del corpo. Non a caso, è il primo
gruppo muscolare a funzionare nel feto, dalla tredicesima settimana. Per
questo, gli effetti negativi di un suo scorretto funzionamento si
ripercuotono non solo sulle arcate dentarie, ma anche sull'intero
sistema muscolare e sulla postura, su alcuni meccanismi digestivi, sul
funzionamento di occhi e orecchie, arrivando persino ad alterare alcuni
valori ormonali (frequente, e spesso evidente, la relazione tra
deglutizione scorretta e aumento della prolattina).
Ogni giorno deglutiamo in media tra le 1.200 e le 1.500 volte e ad ogni
atto deglutitorio corrisponde una spinta linguale pari a una forza di
circa un chilogrammo: è facilmente intuibile che se tale forza non è
correttamente indirizzata il danno sui denti e sulla muscolatura è
notevole. La deglutizione scorretta è una patologia molto diffusa - ne
soffre circa il 78 per cento di coloro che si sottopongono a trattamenti
ortodontici - ed è legata a problemi di carattere anatomico (presenza di
un frenulo linguale corto) o a difficoltà del parto (travaglio
prolungato, cordone ombelicale intorno al collo), ma la causa
riconosciuta di gran lunga più importante è l'alimentazione artificiale
in età pediatrica, attraverso l'uso di biberon e tettarelle non idonei.
A partire dal 1960, negli Stati Uniti, il logopedista Daniel Garliner
cominciò ad applicare ai pazienti una serie di esercizi rieducativi, che
chiamò terapia miofunzionale, oggi diffusa in tutta Europa col nome di
Deglutologia. Si tratta di una forma di fisioterapia volta alla
rieducazione della muscolatura della lingua e al riequilibrio della
muscolatura oro-facciale, adatta a bambini e adulti. Consiste in
esercizi specifici da fare col medico e in casa, seguiti da un
insegnamento del corretto movimento della deglutizione e da tecniche di
training autogeno per recuperare un nuovo engramma cerebrale di
attivazione muscolare.
Nata come supporto all'ortodonzia e come complemento del trattamento
logopedico, la terapia miofunzionale si è a poco a poco dimostrata
efficace nella risoluzione di cefalee, otiti, acufeni e vertigini,
infiammazioni adenoidee e tonsillari, colite, aerofagia e irregolarità
intestinale, e di eccellente aiuto nel trattamento delle scoliosi e di
altre patologie della colonna, di alcuni casi di miopia e ipermetropia e
perfino di strabismo. Numerosi gli studi sull'influenza della
deglutizione sulla postura e sull'appoggio plantare, tema che sarà
oggetto di una conferenza che il 10 marzo a Roma riunirà alcuni dei
maggiori esperti italiani in materia.
Infine la ricerca si sta interessando al rapporto tra la funzione
linguale e quella ormonale controllata dall'ipofisi, e alla relazione
tra deglutizione e funzione cerebrale, aprendo nuove prospettive persino
nella comprensione dei meccanismi di funzionamento di alcune strutture
dell'encefalo.
Antonio Ferrante
Docente nei master
in Posturologia,
La Sapienza di Roma e master Neurostomatologia Università di Chieti
by Repubblica salute
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